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"MANAGEMENT NOTEBOOK 24"

Welfare aziendale: non solo Luxottica

A cura della dott.ssa Stefania Allegretti(*)

L'attuale sistema di Welfare è in crisi da tempo e questa non è una novità, considerato che quello attuale e passato si sono in larga parte fondati sul debito. Una spesa sociale al di sopra della media dei Paesi Ocse, fortemente squilibrata a favore della spesa pensionistica, una spesa sanitaria con un preoccupante trend di medio-lungo termine che potrebbe portare ad un raddoppio entro il 2050, in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione, con conseguente aumento del fabbisogno di risorse socio-sanitarie.

Pertanto, la complessità ed eterogeneità dei bisogni, le caratteristiche di una società che sta progressivamente invecchiando, i mutati rapporti tra generazioni e le limitate disponibilità della finanza pubblica sono destinati ad assegnare alla persona, alla famiglia e ad altri corpi intermedi la responsabilità della tutela delle fasce più deboli. Come dire, in poche parole, che se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto e che, quindi, le iniziative devono essere molteplici e non derivare solo dall'alto verso il basso. In un tale contesto si stanno diffondendo una nuova sensibilità anche da parte delle aziende e politiche di gestione del personale innovative, ossia, in altri termini, emerge un'idea di welfare diversa e più flessibile.

Il caso Luxottica.

Lo scorso anno Luxottica, in accordo con le organizzazioni sindacali, ha deciso di varare un intervento a sostegno del potere d'acquisto delle famiglie dei 7800 operai e impiegati che lavorano nei siti produttivi italiani. Questa intesa prevede accordi con le catene di retail per acquistare beni di uso primario, convenzioni con centri di medicina preventiva e diagnostica, cure odontoiatriche, pediatriche e specialistiche, aiuti per l'uso di mezzi di trasporto, interventi per l'istruzione scolastica, borse di studio e orientamento professionale. La stessa intesa contempla poi l'assistenza sociale di sostegno: aiuto alle famiglie con la presenza di portatori di handicap, di tossicodipendenti in comunità, di anziani.

Questa buona pratica si sta diffondendo e moltiplicando con la conseguente attuazione di alcuni progetti di welfare aziendale anche presso altre realtà. Vengono descritti di seguito quelli del gruppo Bracco e dell'azienda Etm per citarne solo alcuni.

Con il progetto "Welcome Welfare to Work" il gruppo farmaceutico BRACCO ha messo a punto, per migliorare la qualità della vita delle persone che lavorano in azienda, un insieme di iniziative quali programmi di medicina preventiva presso il Centro Diagnostico Italiano (società del Gruppo all'avanguardia nei servizi per la salute), permessi per studenti-lavoratori, borse di studio, assistenza domiciliare destinata ai familiari bisognosi che vivono con il dipendente o soli di cui il dipendente deve prendersi cura.

Con il progetto "Welfare Etm 2010" Elettromeccanica Tironi, un'impresa modenese con un centinaio di dipendenti attiva nel campo dei trasformatori elettrici, ha messo in campo un programma articolato a sostegno dei propri dipendenti: un insieme di interventi per supportare il loro potere d'acquisto, per migliorare il loro rapporto tra tempi di lavoro e tempi di vita, per contribuire al loro benessere complessivo. In due parole, welfare aziendale. Questo programma offre ai dipendenti una base comune di agevolazioni per poi diventare, a seconda delle esigenze di ciascuno, qualcosa di più specifico. I lavoratori possono scegliere tra alcune opzioni: il programma di sostegno alla maternità e alla paternità, il servizio di assistenza socio-sanitario, i progetti di formazione o quelli per il tempo libero. Ogni dipendente (incluso il suo nucleo familiare) ottiene un rimborso parziale delle spese sostenute nella busta paga del mese in cui sono state consegnate le quietanze di pagamento o i giustificativi di spesa.

Il progetto welfare è l'approdo di un processo partito lo scorso anno. Nel 2009, infatti, sono state predisposte in favore dei dipendenti alcune convenzioni con laboratori di analisi, ambulatori medici, ottici, istituitendo tra l'altro, una tantum, il cosiddetto "carrello della spesa", la possibilità cioè di recarsi in un ipermercato con un buono da spendere in prodotti alimentari. L'iniziativa ha riscosso un certo successo e così nel 2010 è stato deciso di investire su un progetto più complesso e strutturato, ossia appunto su "Welfare Etm 2010".



(*)Funzionario del servizio per il personale della Provincia Autonoma di Trento. Referente della conciliazione per tutti i dipendenti e datori di lavoro, nell'ambito del progetto Audit F&L che coinvolge anche aziende private e che riguarda il monitoraggio delle politiche di gestione del personale.

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