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"MANAGEMENT NOTEBOOK 24"P.A. e Management: la programmazione triennale del fabbisogno di personaleA cura del Dott. Gianluca Bertagna*
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Parte settima - Sulla base delle indicazioni dei singoli dirigenti responsabili dei servizi, l'amministrazione procede ogni anno adottare la programmazione triennale del fabbisogno di personale.
Si tratta di un atto amministrativo complesso che sintetizza tutte le azioni in materia di gestione delle risorse umane che si intendano realizzare nell'arco del triennio, con particolare attenzione a quelle del primo anno.
Sono sei i motivi per i quali la programmazione del fabbisogno del personale ha un ruolo fondamentale nella gestione del management dell'amministrazione pubblica.
1. Sulla base delle indicazioni dei singoli dirigenti e dai responsabili di settore e sulla base delle previsioni in merito alle cessazioni dal servizio per pensionamento o altri motivi di cui si è già a conoscenza, con il documento si individuano innanzitutto i posti vacanti di dotazione organica che si intendono ricoprire nel triennio di riferimento. È il principale ruolo che da sempre è stato assegnato alla programmazione e che ogni anno merita un attento monitoraggio che tenga conto anche delle novità legislative nel frattempo intervenute sul contenimento e la riduzione di spesa di personale, ma soprattutto in tema di limitazione sulle assunzioni.
2. Le azioni di cui al punto precedente hanno ovviamente effetti anche sulla spesa. È inevitabile quindi che il secondo motivo di analisi presente all'interno del documento sia finalizzato a proprio a verificare il rispetto delle norme vigenti in materia di contenimento della spesa di personale. In particolare per Regioni ed
Enti locali le disposizioni a cui riferirsi solo quelle contenute all'interno dell'articolo 1 comma 557 e comma 562 della legge finanziaria per il 2007. Tali enti sono inoltre in attesa di un Dpcm che dovrà essere emanato ai sensi di quanto previsto dall'articolo 76 comma 5 e seguenti del Decreto legge n. 112/2008.
3. Per alcune amministrazioni è data la possibilità di derogare, ma solamente in presenza di determinati requisiti, dalle limitazioni in materia di personale. In tale ambito è quindi necessario valutare innanzitutto se ci sono delle vere e proprie motivazioni da portare all'attenzione e da considerare valide ai fini di un incremento della spesa. Tali motivazioni però non bastano in quanto con l'articolo 3 comma 120 e 121 della Legge Finanziaria 2008 sono state introdotte, almeno per Regioni ed Enti locali, tre requisiti e parametri da rispettare in caso di deroga.
4. La programmazione triennale del fabbisogno non deve però limitarsi solamente a individuare i posti della dotazione organica che vanno ricoperti a tempo indeterminato. È già possibile infatti in tale ambito sottolineare ed evidenziare le esigenze di lavoro flessibile che potrebbero manifestarsi nel corso dell'anno. Ricordiamo che l'istituto del lavoro flessibile è previsto dall'articolo 36 del Decreto legislativo 165/2001 che ne prevede l'utilizzo solo per esigenze temporanee ed eccezionali. Quest'ultimo aggettivo va inteso come straordinario piuttosto che imprevedibile. Nulla vieta, anzi è raccomandato, che già in sede di programmazione triennale si individuino le eventuali necessità in tale direzione.
5. Di un altro aspetto che riguarda la gestione del personale oltre le assunzioni, ovvero il salario accessorio dei dipendenti in servizio, spesso ci si dimenticata in tale documento. Tale azione non può essere gestita senza programmazione nel corso dell'anno, ma anche essa deve essere preordinato a criteri organizzativi e gestionali che solo in sede di programmazione hanno fondamento e logica. Inoltre, in alcuni Contratti collettivi di lavoro delle amministrazioni pubbliche, è chiaramente previsto che determinati incrementi del fondo delle risorse decentrate possono avvenire esclusivamente all'interno di questo documento. Pensiamo al caso dell'art. 15 comma 5 del Ccnl Regioni ed Enti locali del 1.4.1999.
6. Infine, la programmazione triennale del fabbisogno, legittima gli stanziamenti di bilancio in materia di personale. Questi ultimi infatti non potranno mai essere lasciati alla discrezionalità dell'ufficio finanziario o di altri uffici destinati alla programmazione finanziaria delle risorse. Sono solo le azioni presenti all'interno della programmazione triennale che giustificano gli stanziamenti sia di natura stabile e quindi riferiti alle assunzioni e alla gestione del personale a tempo indeterminato, ma anche di quelle del personale con contratti di lavoro flessibile e alle risorse destinate alla contrattazione decentrata.
*Dott. Gianluca Bertagna, responsabile di settore di ente locale, formatore e consulente per la pubblica amministrazione, collaboratore de "Il Sole 24 Ore" e di "Guida al Pubblico Impiego - Il Sole 24 Ore".
Guida al Pubblico Impiego (Il Sole 24 Ore)
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