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"MANAGEMENT NOTEBOOK 24"Chi governa l'innovazione?A cura del Prof. Ing. Stefano Tonchia*
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Si è già ricordato in un precedente articolo che la tanto utilizzata parola innovazione trova in realtà una definizione formale nel cosiddetto "Manuale di Oslo" (2005) dell'Organisation for Economic Cooperation & Development (OECD) delle Nazioni Unite. E che l'innovazione riguarda un prodotto, un processo produttivo, ma anche una nuova modalità organizzativa (interna) o di marketing (esterno), con caratteristiche di novità e di successo commerciale (spendibilità).
Ma da dove nasce l'innovazione e chi la governa?
L'impresa è il luogo dove si fa l'innovazione e l'imprenditore ne è il suo artefice – come già sosteneva Josef A. Schumpeter più di 50 anni fa, mentre i progetti (Project Management) sono lo "strumento aziendale" per la concretizzazione delle innovazioni.
Secondo Schumpeter, la funzione dell'imprenditore si spiega proprio nell'ambito del processo di innovazione, e ilguadagno d'impresa (che va oltre il guadagno da gestione) deriva da attività innovative.
Ogni impresa che continui a essere semplicemente gestita e amministrata, sia pure con la massima competenza, se non si trasforma continuamente e non si adatta a nuovi compiti e a nuove situazioni, perde col tempo qualsiasi significato e alla fine è destinata a scomparire.
Quindi l'imprenditore è colui che fa l'innovazione. Identifica opportunità potenzialmente profittevoli dal punto di vista economico, ed è disposto ad assumere rischi, è agente del cambiamento (l'agire dell'imprenditore è quello di un "distruttore creativo", l'imprenditorialità è basata sulla discontinuità piuttosto che sull'equilibrio!), "ha le antenne" per l'innovazione (l'imprenditore non ha tanto una maggiore conoscenza delle opportunità di mercato, quanto la prontezza a cogliere informazioni utili), ha la visione della direzione, la capacità di sponsorship per sostenerla e la leadership per motivare chi concretamente la realizzerà.
Possiamo semmai chiederci chi è questo imprenditore all'interno delle aziende. Infatti, se nella piccola e media impresa può essere più agevole identificarlo, nelle realtà più grandi – verso cui stiamo andando per fronteggiare le sfide dell'internazionalizzazione – in molti casi è difficile, persino impossibile, designare un individuo come imprenditore dell'azienda, per la presenza di "persone importanti" quali il Presidente del CdA, l'Amministratore delegato, il Direttore generale…
Al di là di chi sia l'imprenditore, il suo rapporto con l'innovazione pone numerose questioni, stimolo a riflessioni e incentivo alla risposta al fine di compiere scelte avvedute:
-L'imprenditorialità è nel DNA oppure si può insegnare, promuovere e certi contesti regionali possono essere habitat più fertili di altri all'innovazione?
-L'imprenditorialità è una prerogativa dell'età più giovane?
-Quale "imprenditorialità innovativa" ci può essere per le imprese mature e/o in setorri/prodotti maturi?
-L'imprenditorialità può essere in qualche modo ereditata, trasmessa nel passaggio generazionale?
-Qual è il ruolo del caso, cioè gli imprenditori erano consci fin dall'inizio della loro impresa oppure vi si sono ritrovati, visto che a fronte di un limitato numero di successi portati come casi studio vi è un numero ben maggiore di casi d'insuccesso non noti?
-Che ruolo ha il credito nel processo innovativo, le banche finanziano l'innovazione o soltanto la gestione?
-L'imprenditorialità – muovendosi al confine del caos, essendo la vera innovazione più discontinuità che equilibrio – è favorita dal "disordine" (deregulation, mancanza di regole), come dimostrerebbero le grandi fortune accumulate proprio in tali condizioni?
-Qual è il ruolo sociale dell'imprenditore ovvero i benefit collettivi dell'innovazione, e che rapporto c'è tra etica d'impresa e sviluppo sostenibile?
-E' l'imprenditore il "project manager dei project manager", l'impresa il "progetto dei progetti", ovvero la gestione dell'azienda è per aree funzionali mentre il fare impresa vuol dire generare e sostenere continuamente progetti di successo?
Per approfondimenti:
Stefano Tonchia e Fabio Nonino, La Guida del Sole 24ORE al Project Management (novembre 2007)
*Stefano Tonchia, ingegnere gestionale, dottore di ricerca in Scienze dell'Innovazione industriale, è Ordinario di Ingegneria Economico-Gestionale all'Università di Udine - sede di Pordenone. E' Dean della Scuola di Project Management di Alenia Aeronautica, e Direttore del Centro d'Innovazione Keymec; è Comandante onorario della Base USAF di Aviano.
Ha pubblicato con Il Sole 24 ORE: Il Project Management (2001), Gestione per processi e knowledge management (2003), La Guida al Project Management (2007), La Guida alla Balanced Scorecard (2009).
E' formatore, consulente e advisor di primarie aziende.
Contatti: tonchia@uniud.it
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