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"MANAGEMENT NOTEBOOK 24"Green Economy e Marketing Territoriale: il progetto Oil Free Zone nella Valle del Primiero"A cura del Dott. Luca Quaratino* e del Dott. Michele Gubert *
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Le paure per i cambiamenti climatici in atto stanno determinando un nuova rivoluzione. Da una concezione "borsistica" di puro profitto, nata nell'epoca industriale e continuata fino alla recente crisi, ci si sta spostando verso un'economia a tre livelli di sostenibilità: ambientale, sociale ed economica. In questa nascente epoca, l'attenzione alla sostenibilità sembra essere, non solo una linea guida per scelte quotidiane responsabili da parte dei singoli cittadini-consumatori, ma anche uno dei cardini dell'agenda politica dei maggiori Paesi. Dalle esplicite prese di posizione della Presidenza Obama, che verranno riprese in occasione della conferenza sul cambiamento climatico di Copenhagen (Dicembre 2009), alle prime timide aperture da parte delle maggiori economie in via di sviluppo. La così detta "green economy" appare in grado di coniugare la soluzione ai problemi climatici ed ambientali che affliggono la nostra epoca, con la necessità di un forte rilancio dell'economia mondiale, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro.
Con il termine "green economy" si considerano le attività che hanno un basso o nullo impatto ambientale in termini di emissioni di gas causanti l'effetto serra, di anidride carbonica e polveri sottili. Un'altra importante variabile, che rientra nel mondo green, è data dalla capacità di un sistema elettro-meccanico di non utilizzare combustibili di origine fossile nella sua attività. L'economia verde, in ogni modo, considera anche l'uso di sistemi intelligenti di gestione dell'energia, di apparecchiature con telecontrollo remoto e di sistemi di certificazione dell'efficienza nell'involucro edilizio (ad esempio, Leeds e CasaClima).
Si pensi per un momento alla produzione di energia elettrica a livello nazionale, l'83% della dell'energia elettrica viene prodotta ancora tramite impianti termo-elettrici, il restante è dato dal 15% di energia idro-elettrica e dal 2% di altre rinnovabili (Fonte: Datamonitor, 2008). La regola paretiana quindi, sembra valere anche nel settore energetico. La Commissione Europea propone entro il 2020 di raggiungere una quota di energia rinnovabile del 20% in tutti gli stati. E' essenzialmente una volontà politica di creare una nuovo mix energetico: più sostenibile, più verde e meno dipendente dai paesi Opec. Questi obiettivi possono essere raggiunti solo incentivando la nascita di nuove "filiere" di prodotti ad alto contenuto tecnologico ed utilizzanti risorse rinnovabili (scarti agricoli e forestali, eolico, solare, ecc.), di modo da creare economie verdi, però "di scala". Le rinnovabili made in Italy non potranno essere a breve termine concorrenziali con i prezzi del gas metano e del barile, ma spingere per risorse locali potrà creare un circolo virtuoso ed un indotto di settore.
La transizione verso un'economia ad emissioni zero e ad alto utilizzo di rinnovabili, in sostituzione delle fonti di energia fossile, passerà inevitabilmente per laboratori pilota di piccole dimensioni, in aree dove le risorse naturali si combinano con un tessuto economico ad alta innovazione.
In particolare esiste già un caso, non ancora salito alla ribalta dei media: è la Valle di Primiero in Provincia di Trento. Questa verdeggiante valle alpina ai piedi del Gruppo Dolomitico delle Pale di S. Martino, recentemente nominate dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità, sta percorrendo infatti la strada verso la completa sostenibilità energetica ed ambientale attraverso il progetto "Oil free zone". Un'iniziativa sostenuta dalla locale azienda municipalizzata Acsm S.p.a., dalla Comunità di Primiero con le otto amministrazioni comunali e dal Distretto Tecnologico Trentino.
E' lo stesso Amministratore Delegato del Gruppo Acsm, Luciano Zeni, a prendere atto che: «la visione per il futuro di questo territorio passa in primis per l'uso dell'acqua e del legno, unita ad una mobilità sostenibile». Lo stesso Zeni non dimentica nel discorso i problemi legati alle giovani generazioni: «se non lavoriamo per creare una cultura diffusa partendo dalle scuole elementari, che consideri il rapporto innovazione-tradizione locale, difficilmente possiamo rendere autonomo energeticamente il nostro territorio». E l'attenzione di Acsm ai temi dell'ambiente è testimoniata anche dalla partecipazione del Gruppo al prossimo convegno sulla Green Economy, che Fondazione ISTUD organizzerà a Milano i primi di dicembre.
Anche i Comuni si scontrano con la realtà di dover investire in rete, sensibilizzando nel contempo l'opinione pubblica locale. Marino Simoni sindaco di Transacqua, uno degli otto comuni di Primiero, crede che: «un progetto come Oil free zone dovrebbe avere una regia condivisa, in questo momento il ruolo delle amministrazioni pubbliche è quello di supportare una volontà ovunque emergente». Il presidente della Comunità di Primiero e segretario del Parco Naturale di Paneveggio, Trotter Cristiano aggiunge: «non vogliamo essere un territorio autarchico ma un esempio di autonomia energetica in una rete globale. Primiero è già al 100% rinnovabile nell'idroelettrico, con il prossimo impianto di teleriscaldamento in valle, arriveremo a quote di energia termica vicine all'80%, il terzo passo è la mobilità». A Primiero il glocal assume quindi forme diverse senza però portare all'isolazionismo. Marco Depaoli, consigliere provinciale di Primiero nel capoluogo trentino, a proposito, aggiunge che: «per Primiero il disegno sembra essere chiaro fin dall'inizio, le risorse naturali locali sono state il patrimonio fondante e saranno il motore di sviluppo collegato a nuove forme di turismo. La Provincia sta sviluppando il progetto per una cremagliera che collegherà S. Martino di Castrozza con Passo Rolle». Forse è un'epoca diversa ma i valligiani, vuoi per analogia, vuoi per caratura della sfida, raccontano spesso la storia dell'ingegner Luigi Negrelli di Fiera di Primiero. Cresciuto in valle, divenne verso la fine del diciottesimo secolo uno dei migliori tecnici dell'Impero Austro-ungarico, nello stesso periodo ideò e progettò il famoso Canale di Suez in terra egiziana. CONTINUA ...»
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