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"MANAGEMENT NOTEBOOK 24"Cloud Computing: riduzione di costi per le aziende e accesso a risorse di calcolo infinite, ma attenti alla sicurezza!A cura del Dott. Prof. Antonio Teti*
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Cosa ci riserva il futuro? Forse è la domanda che qualsiasi essere umano si pone con maggiore frequenza. Naturalmente i dubbi e le perplessità si concentrano sulla propria condizione di salute, economia, lavorativa e non ultimo per importanza, familiare. Tuttavia, da qualche anno, un nuovo "elemento" sta conquistando un suo piccolo spazio in quella zona mentale in cui risiedono questi fondamentali riferimenti per l'esistenza di ogni essere umano. L'evoluzione delle tecnologie di comunicazione e trasmissione dati. Passata l'euforia della scoperta della rete Internet, e delle sue sterminate possibilità, l'uomo sta focalizzando la sua attenzione soprattutto sulle potenzialità in termini di fruizione delle informazioni, con particolare attenzione alle capacità di concentrazione di dati e di manipolazione degli stessi per offrire al fruitore l'informazione che desidera, perfettamente filtrata, completa e esaustiva. L'unica strada perseguibile per conseguire questo risultato è quella dell'attivazione di un processo di reingegnerizzazione dei sistemi informativi e delle risorse di calcolo disponibili in rete per costruire una "nuvola" in cui siano disponibili, in rete, sistemi di calcolo di potenza superiore. In altri termini, stiamo parlando di Cloud Computing. Cerchiamo di capirne l'architettura. Come sappiamo, le più diffuse applicazioni software a livello mondiale, sono applicazioni Web e questo ci porta ad introdurre un nuovo concetto: il SaaA (Software as a Service) termine che identifica tutti gli applicativi in grado di interagire in rete e di scambiarsi dati ed informazioni, indipendentemente dal formato o dalla tipologia dei database utilizzati. Sono prevalentemente applicazioni che risiedono su server gestiti da aziende private e che sono disponibili "on the cloud" (testualmente "…nella nube", intendendo come nube la rete Internet). Queste nuvole tendono a costituire una enorme logica piattaforma operativa integrata, e le applicazioni contenute nei rispettivi sistemi di elaborazione, vengono visti come servizi della Rete.
L'avvento del Web 2.0 ha introdotto un nuovo modo di utilizzare sistemi e metodologie di fruizione di fruizione di applicazioni diverse e ciò ha indotto un numero sempre maggiore di aziende, ad utilizzare applicazioni non più "residenti" sui propri sistemi informativi, ma gestite completamente sul Web riducendo (se non addirittura eliminando), l'acquisto di software gestionali costosissimi gestiti all'interno della propria organizzazione.
Quindi l'utilizzo delle "nuvole di computers" rappresenta un vero e proprio "futuristic method of application fruition". La possibilità di servirsi di sistemi di elaborazione che lavorano insieme e con applicazioni distribuite, secondo una logica che vede un unico sistema informativo in grado di elaborare informazioni e di gestire operazioni complesse, rappresenta un vero balzo nel futuro della gestione dei dati.
Uno dei maggiori vantaggi del Cloud Computing è dato dalla possibilità di fruizione di sistemi che possono richieste di elaborazione rilevanti e in modalità dinamica, equilibrando la gestione dei processi in funzione delle effettive richieste che pervengono dai diversi utenti. Quindi, questo modello di network resources computing è sostanzialmente un modello eterogeneo di sfruttamento di risorse diverse offerte dalla rete Internet, superando persino il vecchio concetto di architettura client/server che per anni è stata la maggiore delle peculiarità della rete delle reti. Molti sono i players di settore che negli ultimi mesi, hanno accettato questa nuova sfida tecnologica interpretando, ognuno a modo suo, questa nuova tecnologia innovativa. Un esempio tra tutti, è dato da Google (Google Search Engine) che lavora su una piattaforma di Cloud Computing che si basa su un sistema multipiattaforma ove, in parallelo, molteplici computers elaborano enormi quantità di informazioni basandosi su di uno strato di software su cui vengono eseguiti migliaia di programmi.
Tuttavia nonostante i vantaggi finora elencati, la tecnologia Cloud Computing non è priva di rischi e pericoli. Un articolo pubblicato nel febbraio 2008 su Forbes, da Lee Tien privacy analyst di Electronic Frontier Foundation, pone la questione dei così detti "lati oscuri" della tecnologia. Nell'articolo si parla dei rischi riconducibili alla perdita di controllo sui dati sensibili di coloro che affidandosi a queste tecnologie, metterebbero a disposizione di strutture terze. Inoltre nell'articolo si cita il caso di una nota azienda statunitense cui sono stati rubati, per via telematica, i numeri di quasi 46 milioni di carte di credito. Si cita inoltre anche il caso del governo britannico che nel 2007, grazie alla perdita di 2 compact disk contenenti informazioni sensibili su 25 milioni di suoi contribuenti, innescò uno scandalo nel paese di proporzioni rilevanti. L'articolo si conclude con una considerazione sulla necessità di affidarsi a sistemi di crittografia per cifrare i dati trasmessi sulla rete per risolvere (o perlomeno ridurre drasticamente) i rischi di perdita di controllo sui dati.
Il Cloud, senza ombra di dubbio, rappresenta la tecnologia vincente per quelle aziende (e non solo) che desiderano ottimizzare i servizi IT riducendo nel contempo, i costi derivanti dalla gestione delle rispettive infrastrutture IT. Tuttavia ci sono due aspetti su focalizzare l'attenzione: il primo è riconducibile alla gestione delle informazioni. I dati viaggiano in Rete e in funzione di ciò possono essere prelevate e manipolate per finalità di diverse. La seconda è data dalla concentrazione dei servizi di Cloud Computing nelle mani di poche aziende private specializzate in questa tecnologia, aspetto che potrebbe comportare grossi rischi per quanto concerne la riservatezza dei dati e costi di gestioni che potrebbero lievitare nel tempo. Cosa fare? Innanzitutto formalizzare contrattualmente tutti gli aspetti tecnici riconducibili ai livelli di erogazione dei servizi (grazie all'implementazione di specifici SLA – Service Level Agreement), specificando analiticamente le metodologie di gestione e memorizzazione dei dati, i controlli sulla trasmissione in rete delle informazioni, descrizione delle metriche di misurazione delle risorse di calcolo richieste, i costi diversificati in funzione dei servizi erogati, etc. Tutte queste informazioni (ed altre ancora) devono essere riportate analiticamente in maniera chiara e precisa, per consentire ad entrambe le parti coinvolte (fornitore e fruitore dei servizi erogati) di poter stabilire esattamente la portata, le condizioni e i costi delle prestazioni rese. CONTINUA ...»
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