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"MANAGEMENT NOTEBOOK 24"Quale innovazione...cerchiamo?A cura del Prof. Ing. Stefano Tonchia*
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Innovazione rientra sicuramente nella top ten delle 10 parole maggiormente utilizzate a livello politico-istituzionale, economico, industriale e manageriale in genere. A fronte di questo intenso utilizzo, vi è una certa sensazione di non piena comprensione del reale significato del termine, delle relazioni nei contesti all'interno dei quali è citata e soprattutto delle modalità con cui concretizzarla.
Secondo l'OECD – Organisation for Economic Cooperation & Development – nel suo Manuale di Oslo del 2005: "L'innovazione può essere considerata come la trasformazione di un'idea in un prodotto vendibile, sia esso nuovo o migliorato, o in un processo operativo, sia esso nuovo o migliorato, sia nell'industria sia nel commercio, o anche in un nuovo approccio di un servizio sociale"; inoltre, si possono distinguere tra innovazioni vere e proprie ovvero in senso assoluto ("worldwide innovations") e innovazioni per una singola impresa ("firm-only innovations").
L'innovazione è dunque un processo iterativo che inizia con la percezione di un nuovo mercato e/o di una nuova opportunità per un'invenzione, che porta allo sviluppo, produzione e commercializzazione, nell'ottica di un successo commerciale dell'innovazione stessa; pertanto l'innovazione non include soltanto la ricerca (di base e applicata), ma anche tutte le altre attività aziendali, fino – ad esempio – alle modalità di comunicazione, di vendita e ai servizi post-vendita. Non tutte le invenzioni diventano innovazioni, ma solo quelle invenzioni che vengono prodotte, materializzate e sfruttate per fini commerciali.
L'innovazione è quindi strettamente legata al concetto di competizione; per usare una metafora diffusa: che uno sia nato leone oppure gazzella, che il destino lo abbia fatto per inseguire o essere inseguito, entrambi sono costretti, da quando si svegliano la mattina fino al calare della sera, a dedicarsi a correre più velocemente possibile per sopravvivere. Le caratteristiche che un'innovazione di successo deve possedere possono essere sintetizzate in: 1) multidimensionalità, interessando aspetti quali la tecnologia ma anche le conoscenze di mercato e le capacità organizzativo-gestionali; 2) appropriabilità, in quanto l'innovazione di successo deve essere sfruttata e sostenuta dall'organizzazione che l'ha generata; 3) immaterialità, in quanto il risultato dell'innovazione è dovuto alla valorizzazione di risorse tangibili e intangibili, queste ultime – gli Intangible Assets – spiegano proprio come mai aziende con medesime risorse (valutate come poste di bilancio, numero e qualifica di dipendenti ecc.) conseguono risultati prestazionali differenti.
La definizione di innovazione riportata nel Manuale di Oslo sopracitato – basata sull'oggetto dell'innovazione – amplia la tipologia di innovazioni, andando oltre la tradizionale differenza tra innovazioni di prodotto e di processo, proposta al MIT da Abernathy e Utterback a fine anni '80, e contraddistinta da un iniziale domanda di mercato per un bisogno (per quanto a seguito di nuove opportunità tecnologiche), a cui segue un affinamento tecnologico ed infine una riduzione costi (si pensi al caso dei televisori a schermo piatto), introducendo anche le innovazioni di marketing e quelle organizzative.
Esistono tuttavia altre classificazioni; ne ricordiamo le più importanti: a) radicale oppure incrementale (l'introduzione di innovazioni radicali in un dato sistema economico comporta la creazione di nuovi settori produttivi e nuovi prodotti); b) modulare oppure architetturale (dove vi è un nuovo "concept" o significato che lega tra loro i vari componenti del prodotto)
Gli obiettivi dell'innovazione sono dunque svariati e spesso integrati: sostituire prodotti o ampliare la gamma, aumentare quote di mercato o creare nuovi mercati, migliorare la flessibilità produttiva, diminuire i costi di produzione, aumentare la qualità del prodotto, migliorare le condizioni di lavoro, ridurre l'impatto ambientale, ecc.
L'impresa è il luogo dove si fa l'innovazione e l'imprenditore ne è il suo artefice – come già sosteneva Josef A. Schumpeter più di 50 anni fa, mentre i progetti (Project Management) sono lo "strumento aziendale" per la concretizzazione delle innovazioni … ma di questo parleremo in un prossimo articolo.
Per approfondimenti:
Stefano Tonchia e Fabio Nonino, La Guida del Sole 24ORE al Project Management (novembre 2007)
*Stefano Tonchia, ingegnere gestionale, dottore di ricerca in Scienze dell'Innovazione industriale, è Ordinario di Ingegneria Economico-Gestionale all'Università di Udine - sede di Pordenone. E' Dean della Scuola di Project Management di Alenia Aeronautica, e Direttore del Centro d'Innovazione Keymec; è Comandante onorario della Base USAF di Aviano.
Ha pubblicato con Il Sole 24 ORE: Il Project Management (2001), Gestione per processi e knowledge management (2003), La Guida al Project Management (2007), La Guida alla Balanced Scorecard (2009).
E' formatore, consulente e advisor di primarie aziende.
Contatti: tonchia@uniud.it
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