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"MANAGEMENT NOTEBOOK 24"Implementazione del Green IT: non solo un problema tecnologicoA cura del Dott. Prof. Antonio Teti*
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La responsabilità del rispetto dell'ambiente ha assunto la connotazione di un problema planetario che richiede una profonda e concreta riflessione soprattutto da parte di tutti i governi, che più di altri, hanno contribuito alla crescita della problema dell'inquinamento atmosferico.
E' altrettanto chiaro che le azioni volte alla riduzione dello spreco di risorse energetiche e dell'inquinamento del pianeta, possono essere molteplici e applicabili a diversi settori. Basterebbe, ad esempio, utilizzare imballaggi riciclabili nelle fabbriche e nella logistica, oppure definire delle politiche aziendali come quella di incentivare i dipendenti a usare automobili "bi-fuel", che solo in Italia hanno permesso di ridurre del 25-30%, in un anno, le emissioni di gas inquinanti da auto. Ancora un esempio: in una filiale italiana di una nota multinazionale che impiega energia completamente rinnovabile, grazie ad un sistema di illuminazione a sensori negli uffici, è stato possibile ridurre di 11.000 euro all'anno i costi per l'elettricità. La questione della crisi energetica ha ormai assunto (e a ragion veduta!) le sembianze di un autentico "spettro" del terzo millennio. Un ulteriore complicazione è dovuta, soprattutto per i paesi occidentali, al timore della perdita degli approvvigionamenti energetici, soprattutto in un'epoca in cui le "tigri asiatiche" (Cina e India) aumentano le richieste di petrolio, gas, e combustibili di ogni tipo, indispensabili per alimentare le rispettive aziende sempre più assetate di risorse energetiche.
Anche nel settore IT l'allarme più diffuso è quello delle fonti energetiche, indispensabili per garantire la sopravvivenza degli innumerevoli Data Center sparsi su tutto il pianeta. Da qualche anno, si moltiplicano da parte di società specializzate, gli studi sull'impatto ambientale dell'IT e cresce il timore per i costi sempre più inarrestabili delle infrastrutture informatiche.
Solo vent'anni fa, le economie mondiali marciavano a ritmi serrati e il petrolio sembrava ancora abbondante. In quell'epoca un personal computer richiedeva meno di 100 W., monitor incluso, molto meno del kWh di cui necessitano gli attuali pc. Tuttavia, forse mai come oggi, le aziende hanno a disposizione tecnologie avanzatissime per ridurre i consumi e i costi energetici dei propri sistemi informativi. Nonostante lo sviluppo di tecnologie "verdi", come nella produzione dei microprocessori, che grazie alle nuove architetture multi-core, installate sui personal computer, server e sistemi hardware in genere, hanno permesso di migliorare di 7-8 volte il rapporto tra watt e performance raggiungibili, ancora molto resta da fare nel settore della "evoluzione culturale" all'interno di aziende ed organizzazioni. In una recente indagine condotta da Forrester per misurare la sensibilità e i progressi nell'adozione di soluzioni di Green IT e che ha coinvolto oltre 700 aziende in più di 12 paesi nel mondo, è stata rilevata una grande sensibilità verso l'impatto che le soluzioni IT possono avere sull'ambiente. Dall'indagine si evince che:
•il 45% dei partecipanti all'indagine ha dichiarato di essere in procinto di implementare o di creare questo piano d'azione per la riduzione dei consumi energetici dei propri Data Center;
•la metà delle aziende intervistate utilizza attualmente "criteri green" nell'adozione di soluzioni IT;
•ben 4 aziende su 5 hanno implementato programmi di riciclo delle apparecchiature IT;
•le società europee sono maggiormente motivate dalle iniziative ambientali strategiche; le società americane sono invece motivate da spinte bottom-up, come ad esempio la riduzione dei costi.
Anche se questi dati conferiscono una sensazione incoraggiante, per quanto riguarda l'innalzamento del livello di sensibilizzazione verso il problema del Green IT in Europa, nel Bel Paese questa consapevolezza non ha raggiunto ancora i livelli sperati. Nonostante molti IT vendor abbiano, da tempo, focalizzato l'attenzione sulla progettazione e realizzazione di tecnologie, strumenti e servizi capaci di ridurre i consumi energetici di tutti i prodotti tecnologici di uso comune, molte aziende italiane sembrano non comprendere ancora quale possa essere la strada migliore da percorrere per adeguare la propria infrastruttura IT ad un modello di tipo green oriented. La motivazione spesso risiede nella mancanza di comprensione del nuovo ruolo dell'Information Technology nelle aziende: quello di fattore abilitante non solo di innovazione, ma anche di efficienza ed economicità dell'azienda. Il problema sostanziale quindi è di tipo culturale e la sua soluzione si basa anche sull'adozione di un processo di formazione/informazione delle risorse umane dedicate al settore tecnologico. Al responsabile IT deve essere affidato un nuovo compito, che comporterà un radicale ripensamento della sua stessa funzione. Egli deve assumere la veste dell'artefice dello sviluppo sostenibile, di colui che grazie all'adozione di tecnologie innovative e metodologie avanzate di IT management, sarà in grado di garantire la riduzione dei consumi energetici, dell'emissione di gas nocivi e soprattutto della riduzione dei costi riconducibili all'infrastruttura IT che gestisce. CONTINUA ...»
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