Segnale positivo per il sistema produttivo italiano. Nel secondo trimestre del 2009, infatti, riultano ben 28mila le imprese nuove.
"Tra aprile e giugno i registri delle Camere di Commercio hanno ricevuto quasi 98mila domande di iscrizione da altrettante imprese, a fronte di poco meno 70mila richieste di cancellazione da parte di imprese esistenti. La differenza corrisponde a un tasso di crescita dello 0,46%, il più basso tra quelli registrati nel secondo trimestre degli ultimi 7 anni.
La metà del saldo (il 49%), si deve alle nuove società di capitali, aumentate di 13mila unità in tre mesi. Ma tutte le tipologie di forme giuridiche hanno fatto registrare un bilancio positivo: oltre 4mila le società di persone in più, 8.500 le ditte individuali (di cui quasi la metà aperte da cittadini immigrati), 1.500 tra consorzi e cooperative.
E' al Sud il saldo maggiore in termini assoluti (8.763 imprese in più), mentre al Centro si registra l'incremento relativo più elevato (+0,54%). In tutte le regioni, il trimestre si è chiuso comunque con segno positivo: dalla Lombardia (4.839 imprese in più all'appello), al Molise (108). Così come anche a livello settoriale tutte le attività, ad eccezione dell'industria estrattiva (-22 unità), fanno registrare un'espansione della propria base imprenditoriale."
(Dati Movimprese, su rilevazione condotta da InfoCamere a partire dai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio)
Tuttavia non bisogna abbassare la gurdia, nello stesso trimestre sono entrate in fallimento 30 imprese al giorno. E' quanto raccomandato dal Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, in occasione della 130° Assemblea dei Presidenti delle Camere di Commercio d'Italia. "Sarebbe un errore abbassare la guardia, pensando che il peggio sia passato. Non è così. C'è il rischio che gli effetti più duri siano dietro l'angolo. Il momento della verità per gli imprenditori sarà l'autunno. Nei primi sei mesi del 2009, sono entrate in fallimento 30 imprese al giorno. L'anno scorso erano 21. Segno che la selezione si inasprisce e lascia più caduti sul campo. Si aprono nuovi tavoli di crisi aziendale."
Nello scenario delineato, Dardanello non ha mancato, inoltre, di sottolineare l'emergenza credito. "Crescono le imprese che bussano alla porta delle banche, per sostenere gli investimenti o per fronteggiare necessità gestionali. Ma nel 32% dei casi incontrano ostacoli a ottenere i finanziamenti.".
(FONTE: UNIONCAMERE)