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DIRITTO E PRATICA DELLE SOCIETA'

Sostegno alle Pmi: verso l 'adozione di uno "Small Business Act for Europe "

Dal numero 17/2008 di "Diritto e Pratica delle Società"
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Le Pmi, pur avendo acquistato un'importanza crescente nel panorama economico italiano, non dispongonodi adeguati incentivi. La legislazione statunitensee quella europea prevedono specifiche misuredi sostegno che sarebbe opportuno adottare anche in Italia.

Il tessuto economico dell'Italia poggia su un sistema diffuso di piccole e medie imprese (Pmi), che costituisce una risorsa rilevante in termini di potenzialità di occupazione e sviluppo. L'importanza di una politica a sostegno delle Pmi risulta oggi uniformemente condivisa, ma si indugia sulle misure più opportune da adottare.

In Europa si parla già da qualche anno di politiche a sostegno della piccola e media impresa. Quest'anno, in particolare, la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica finalizzata all'emanazione di uno Small Business Act for Europe entro il 2009(1), che si ispiri alla politica a sostegno delle SMEs (Small and Medium Enterprises) già da anni adottata negli Stati Uniti. Da più parti, specialmente dalle Confederazioni delle piccole imprese, si chiede di rendere possibile l'adozione di tali meccanismi, specie in assenza di una disponibilità statunitense a eliminare quelle norme con un particolare contenuto di protezione nazionale a favore delle Pmi locali.

Ragioni a sostegno delle Pmi

Due ordini di ragioni sono solitamente addotti a sostegno dell'opportunità di incrementare la partecipazione delle Pmi nel mercato dei contratti pubblici. La prima riguarda i vantaggi che ne possono derivare per l'intero sistema dei contratti pubblici: le Pmi, infatti, hanno una capacità di innovazione maggiore in considerazione del fatto che risultano più dinamiche e inventive rispetto alle grandi, data la loro semplicità organizzativa e l'assenza di una struttura burocratica che consente loro di essere più flessibili e rispondere più velocemente ai bisogni del mercato. La seconda considerazione riguarda l'incremento potenziale quantitativo e qualitativo di concorrenza nei contratti pubblici, che può essere determinato dall'ingresso nel mercato di Pmi che offrono prodotti e servizi migliori.

Negli ultimi tempi si registra una forte attenzione delle istituzioni europee alla tutela della piccola impresa europea sui temi della regolamentazione e, in parte, anche sul tema degli appalti pubblici. La Commissione europea ha sviluppato e applicato un complesso di misure finalizzate specificamente ad assistere le piccole e medie imprese (SMEs) in Europa. Tali politiche intendono creare le condizioni nelle quali possono nascere e svilupparsi le Pmi. La convinzione diffusa è che le Pmi possano giocare un ruolo importante nel perseguimento degli obiettivi dell'Unione europea di accelerare la crescita economica e sviluppare il mercato del lavoro. La nuova strategia della Commissione a favore delle Pmi si fonda sul principio think small first, secondo cui è necessario, oltre che opportuno, preoccuparsi in primo luogo del "piccolo" al fine di agevolarne l'esistenza nell'ambiente imprenditoriale. I principali obiettivi sono: a ) ridurre i costi amministrativi; b ) semplificare e accelerare le procedure; c ) migliorare l'accesso al mercato e aumentare la competitività.

Il modello statunitense

Negli Stati Uniti lo Small Business Act è in vigore dal 1953. Esso prevede, tra le altre cose, un'apposita autorità, la Small Business Administration, con il compito di aiutare, assistere e proteggere, per quanto possibile, gli interessi delle piccole imprese (meno di 500 addetti) al fine di preservare un sistema imprenditoriale libero e competitivo. Tale agenzia riporta direttamente al presidente degli Stati Uniti e al Congresso(2).

Lo Small Business Act statunitense si fonda sull'assunto che solo con il completo e libero accesso alla libera concorrenza il sistema americano può ottenere lo sviluppo e la sicurezza del Paese. È convinzione diffusa che tale concorrenza possa essere pienamente realizzata solo mantenendo, incoraggiando e sviluppando il potenziale di capacità della piccola impresa. Le funzioni svolte all'interno della Sea a favore delle SMEs (Small and Medium Enterprises) riflettono l'enfasi per quelle aree in cui più forte è il deficit di partenza rispetto alla grande impresa: a ) appalti pubblici; b ) regolamentazione; c ) credito; d ) organizzazione. Lo sviluppo procedurale prodotto dal Regulatory Flexibility Act ha portato le Amministrazioni statunitensi più importanti (Ministeri e Agenzie) a considerare - nel loro legiferare e regolare - gli interessi economici delle piccole imprese, modificando o abolendo gli atti con significativo impatto economico negativo.

Piccola impresa e appalti pubblici in Europa

Tornando alle politiche europee a sostegno delle Pmi, vale la pena ricordare l'adozione della Carta europea per le piccole imprese (luglio 2000), cui è seguita l'adozione di un programma in 5 anni per l'imprenditoria e le Pmi(3), con cui gli Stati membri hanno preso l'impegno di sviluppare un contesto imprenditoriale favorevole alle Pmi. In questo contesto l'Unione europea riconosce l'importanza delle Regioni e ha elaborato una serie di strumenti volti a stimolare lo sviluppo regionale, sostenere iniziative a livello locale e promuovere il networking tra le varie Regioni dell'Ue, ritenuti in grado di sostenere le nuove imprese e rendere le Pmi più competitive(4).   CONTINUA ...»

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