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Diritto e Pratica delle Società

Soluzioni operative: responsabilità del cessionario d'azienda per debiti tributari

Dal numero 13/2008 di Diritto e Pratica delle Società
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Una s.n.c. ha acquistato un'azienda operante nella produzione di manufatti in vetro, soprattutto per il mercato estero. La cessione è avvenuta rapidamente per necessità finanziarie del cedente, in mancanza di una "due diligence" approfondita.

Quali possono essere le responsabilità del cessionario con riferimento particolare a eventuali passività tributarie?

Diversamente dai casi generalmente trattati in questa rubrica, la questione oggi all'esame attiene ad una problematica particolarmente delicata sotto il profilo fiscale: la responsabilità del cessionario d'azienda nei confronti dell'Erario. Si ritiene utile procedere all'analisi dell'argomento, in quanto strettamente connessa a situazioni (quali mergers & acquisitions, fusioni e acquisizioni) già ampiamente trattate in questa sede dal punto di vista civilistico.

Il quesito posto merita ampia attenzione, in quanto capita frequentemente che l'azienda o il ramo di azienda acquistato comportino problematiche di tipo fiscale.

E' abbastanza usuale che il cessionario d'azienda venga chiamato a rispondere dall'Amministrazione finanziaria per pendenze tributarie pregresse. Il problema diventa sicuramente più grave quando la società cessionaria è strutturata in società di persone, per le responsabilità illimitate dei soci che ne conseguono.

La disciplina normativa in tema di responsabilità solidale tra cessionario e cedente, così come intesa oggi, risale a circa dieci anni fa, quando fu emanato il D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472. Difatti, l'art. 14 del citato decreto introdusse la responsabilità del cessionario al fine di contrastare la possibilità che un'operazione di cessione d'azienda potesse essere di pregiudizio alla pretesa erariale dello Stato. L'anno successivo fu emanata la circolare n. 180/E/1998 con l'intento di illustrare meglio, in dettaglio, le caratteristiche e le prerogative della responsabilità del cessionario.

Da allora, seppure con varie riforme fiscali e societarie, la normativa è rimasta pressoché invariata. La disposizione è applicabile in toto anche al conferimento d'azienda in quanto concettualmente assimilabile alla succitata cessione.

RESPONSABILITA' DEL CESSIONARIO D'AZIENDA PER DEBITI TRIBUTARI

Aspetti principali

Riferimenti normativi e di prassi

- La responsabilità solidale del cessionario col cedente si realizza dopo la preventiva escussione del cedente, nei limiti del valore dell'azienda o del ramo ceduto.

- E' importante operare una congrua e attenta due diligence e tutelarsi con specifiche clausole di garanzia.

- Nella s.n.c., l'Erario, al pari degli altri creditori, deve prima procedere all'escussione del patrimonio sociale (da dimostrarsi) e poi rivalersi sui beni dei soci.

- Un mezzo per tutelare il cessionario: richiesta del certificato dei carichi pendenti all'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate di riferimento.

- Art. 14 D.Lgs. n. 472/1997;

- Circ. Ag. Entrate n. 180/E/1998.

Inquadramento generale e responsabilità solidale tra cedente e cessionario d'azienda

L'art. 14 D.Lgs. n. 472/1997 recita: "il cessionario è responsabile in solido, fatto salvo il beneficio della preventiva escussione del cedente ed entro i limiti del valore dell'azienda o del ramo d'azienda, per il pagamento dell'imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni commesse nell'anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti, nonché per quelle già irrogate e contestate nel medesimo periodo anche se riferite a violazioni commesse in epoca anteriore".

Con tale previsione quindi l'Erario ha "raddoppiato" il numero dei soggetti su cui rivalersi al fine di tutelare la propria pretesa tributaria.

In sintesi, la responsabilità solidale del cessionario con il cedente, nei riguardi dell'Amministrazione finanziaria, permane in merito a:

- imposte e sanzioni inerenti a violazioni commesse nell'anno in cui è avvenuto il trasferimento e nei due anni precedenti, sebbene non ancora contestate dall'Amministrazione finanziaria;

- imposte e sanzioni commesse in periodi precedenti al secondo anno precedente a quello in cui è avvenuto il trasferimento dell'azienda o del ramo di azienda, purché inerenti a violazioni già contestate.

Per prassi dell'Amministrazione finanziaria (1) :

- l'omissione assume valenza di violazione della norma quando perisce il termine ultimo di scadenza per eseguire l'obbligazione;

- per una violazione costituita da infedeltà o incompletezza il termine decorre dal giorno in cui l'obbligazione è stata compiuta, appunto, in modo infedele o non completo.

  CONTINUA ...»

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