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Diritto e Pratica delle SocietàSoluzioni operative: "corporate compliance" e società di capitali partecipate da gruppi esteriDal numero 14-15/2008 di Diritto e Pratica delle Società
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Sempre più spesso nei gruppi multinazionali è sentita l'esigenza di regole uniformi valide per tutte le società appartenenti al gruppo. Tali regole vengono spesso denominate di "corporate governance/corporate compliance" e trovano concreta applicazione in codici di condotta, direttive, obblighi, cui il management e le società del gruppo devono attenersi. Assai frequentemente, però, questi codici di condotta sono redatti da società capogruppo lontane dalla realtà giuridica locale e implicano la necessità di essere "adattati" o, meglio, "armonizzati". Quali dunque le soluzioni da adottare?
L'ampiezza dell'argomento in commento rende impossibile, in questa sede, una sua esaustiva e completa trattazione; si ritiene utile, tuttavia, tracciare alcune linee guida che possano essere di ausilio nella risoluzione delle problematiche prospettate.
Il "management" di società multinazionali operanti in Italia: regole di gruppo e obblighi di legge.
Sono assai numerosi i gruppi internazionali che operano nel mercato italiano tramite società figlie italiane, costituite nella forma di s.r.l., s.p.a. o anche stabili organizzazioni (sedi secondarie). Tali gruppi cercano di seguire una logica e una governance unitaria, che consenta il controllo a livello centrale delle attività del gruppo e assicuri anche uno "stile" comune a livello internazionale.
L'attenzione ai problemi di governance e di controllo, inoltre, si è fatta negli ultimi anni sempre più forte e di recente si è espressa, partendo dai gruppi statunitensi, in direttive e regole di gruppo direttamente applicate dalla casa madre alle filiali italiane.
Queste problematiche investono direttamente il management locale, composto in Italia normalmente da dirigenti (direttori generali, direttori di un settore di business) o membri del cda. Questi ultimi si trovano "obbligati" ad aderire alle regole di gruppo e spesso non prendono in considerazione la necessità che le stesse vengano armonizzate con la normativa locale, oppure si pongono in modo conflittuale nei confronti della "ingerenza" della casa madre.
In questo articolo si desidera analizzare sinteticamente alcune delle problematicità più tipiche, cercando di individuare alcune soluzioni pratiche alle stesse, già attuate in diverse filiali italiane di multinazionali, al fine di supportare il management nelle sue decisioni e offrire un metodo di approccio che consenta allo stesso tempo di salvaguardare le linee guida del gruppo e di rispettare gli obblighi normativi italiani.
La normativa italiana
La problematica che stiamo esaminando si inserisce in un contesto normativo italiano già "formato", per il quale possiamo citare, a titolo esemplificativo, alcune delle norme principali certamente già note al lettore:
D.Lgs. n. 231/2001 disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche;
D.Lgs. n. 626/2004, riguardante il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro;
D.Lgs. n. 196/2003 Testo Unico sulla privacy.
A queste occorre aggiungere le normative previste per:
la tutela ambientale;
le disposizioni tipiche del settore di riferimento;
gli strumenti di controllo previsti dal diritto civile quali il collegio sindacale e il controllo contabile;
le forme di governance previste dal diritto italiano per le società di capitali.
Il complesso di norme brevemente citato trova diretta applicazione ai soggetti operanti in Italia e pertanto è un insieme di regole che non può essere tralasciato e/o modificato dalle società operanti nel nostro Paese, essendo in generale di tipo imperativo e non ammettendo, tranne che in alcuni casi, un'autonomia decisionale delle società private.
Come già anticipato, laddove le società di capitali si trovino a operare in un contesto più ampio, per esempio perché appartenenti ad un gruppo internazionale, occorrerà avere riguardo anzitutto al rispetto delle norme locali ma, al fine di garantire un armonico rapporto con il gruppo internazionale, sarà indispensabile attuare anche una strategia di adattamento o, meglio, di armonizzazione delle "discipline" del gruppo di appartenenza con la normativa del Paese interessato.
Il management che opera in Italia nell'ambito di gruppi multinazionali si trova pertanto a dover rispettare due distinti insiemi di regole:
insieme di regole dettate dal gruppo internazionale (regole di governance e compliance), spesso derivanti dalla legislazione della capogruppo;
insieme di norme locali previste dall'ordinamento italiano.
Questi due insiemi di regole sono generalmente largamente compatibili tra loro e si possono rappresentare come illustrato nel grafico.
INSIEMI DIVERSI DI REGOLE DA RISPETTARE
(Omissis)
Si avrà pertanto un'area normata a livello di gruppo che coincide, per la somiglianza degli ordinamenti giuridici e delle moderne esigenze d'impresa, con le regole del mercato locale, nel nostro caso dell'Italia, che abbiamo denominato regole "comuni". Troveremo tuttavia anche aree per le quali la normazione locale è più dettagliata o stringente (regole "locali"), e aree per le quali esistono regole di gruppo non coincidenti con quanto prevede la normativa locale (regole "di gruppo"). CONTINUA ...»
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